Grazie ad una Convenzione stipulata tra la Provincia di Perugia e
Legambiente Umbria Circolo delle GEV che ha avuto come oggetto una ricerca
riguardante il monitoraggio delle specie di macroinvertebrati che popolano
il tratto No-Kill del Fiume Nera è stato possibile valutare lo
stato di salute del più pregiato ecosistema fluviale dell’Italia
centrale, un tratto fluviale di grande valore ecologico dove dal 1994
si svolge una particolare gestione della pesca e della fauna ittica
seguendo forme compatibili con gli equilibri dell’ecosistema.
Un Progetto fortemente voluto da Legambiente Umbria che da oltre 15 anni
si vede impegnata sulla gestione degli ecosistemi fluviali della Valnerina
in collaborazione con l’Amministrazione della Provincia di Perugia
e le istituzioni comunali di Cerreto di Spoleto e Vallo di Nera.
Soltanto attraverso la ricerca scientifica, la conoscenza delle interelazioni che
sussistono tra forme biotiche e abiotiche, comprendere come si sviluppano i processi di vita in questi ambienti, è possibile
individuare il reale stato ecologico del Fiume Nera.
Ed è proprio questa lettura che consentirà l'individuazione
degli interventi e misure di salvaguardia più efficaci da adottare
per la preservazione di questo patrimonio naturale, così come
le scelte più adatte per un ponderato sviluppo sostenibile.
Per lo svolgimento della ricerca, iniziata ad aprile e conclusasi a maggio del 2007, Legambiente si
è avvalsa della collaborazione del Dipartimento di Biologia Cellulare ed Ambientale Sezione Biologia animale ed Ecologia dell’Università degli Studi di Perugia diretta dalla prof. Elda
Gaino; alla
biologa dottoressa Barbara Todini è spettato svelare i segreti sommersi del Fiume Nera.
Perché proprio il Nera sotto la lente?
Il F. Nera, con la propria unicità biologica, rappresenta una complessa rete di scambi e relazioni tra le sue diverse componenti biotiche ed abiotiche, fondata sull’equilibrio tra organismi produttori e consumatori e sulla salvaguardia della sua diversità biologica.
Pertanto conoscere a fondo questi elementi diventa essenziale sia sotto il
profilo più diretto della ricerca, sia perché attraverso i medesimi sarà possibile
una corretta diffusione dei risultati per scopi plurimi.
La ricerca sulla fauna dei macroinvertebrati del Fiume Nera prevede l’utilizzo
del protocollo AQEM, una moderna metodica di valutazione
della qualità dei corsi d’acqua basato sulla caratterizzazione
dei microhabitat acquatici dominanti e sulla bentofauna ad essi associata.
Uno studio inedito, che ha arricchito il bagaglio di esperienza maturato
in questi anni da Legambiente Umbria e dalla Provincia di Perugia sul campo
della gestione delle acque.
Durante le varie fasi della ricerca è stato possibile assistere alle operazioni che si
sono condotte direttamente sul campo, opportunità che sono state
rivolte al
settore scuola per quanto attiene l'educazione ambientale, ma anche a
tutti coloro sospinti dalla curiosità di vedere come si studia l'ambiente fluviale.
Come base logistica è stata utilizzata l'Aula Verde di Borgo Cerreto,
struttura gestita da Legambiente Umbria situata all'interno del Centro Ittiogenico
della Provincia di Perugia ( Comune di Cerreto di Spoleto ).
Il progetto prevede la realizzazione di supporti cartacei e multimediali per consentire una corretta comunicazione e distribuzione della prodotto finale.
Il "Progetto Benthos" lo si può considerare
un ulteriore tassello che rafforza l’intento di Legambiente e di
quanto sia forte l'impegno assunto sul fronte della difesa e valorizzazione
del patrimonio naturalistico, ma anche l'opportunità di condividere
tra le parti un sinergico impegno dove il comune denominatore è stato "conoscere
l'ambiente per poterlo meglio conservare ".